Statuto ESEM-CPT
ENTE UNIFICATO FORMAZIONE E SICUREZZA

 

TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI

 

Art. 1 Costituzione, sede, durata ed ambito  di competenza

 

Ai  sensi dell’art.  36  e seguenti del Codice Civile,  tra  Assimpredil  Ance,  Associazione  delle imprese edili e complementari di Milano,  Lodi, Monza  e Brianza, aderente all’Associazione nazionale  costruttori   edili  (ANCE),   e  la  Feneal-UIL,   la  Filca-CISL e  la  Fillea-CGIL delle province di Milano,  Lodi, Monza  e Brianza,  aderenti  rispettivamente alle Federazioni  nazionali Feneal-UIL, Filca-CISL e Fillea-CGIL, è stato costituito l’Ente bilaterale  paritetico  territoriale unificato  per la formazione  e la sicurezza  per l’industria  edilizia  ed affini  delle province di Milano, Lodi, Monza  e Brianza, denominato  ESEM-CPT ENTE  UNIFICATO FORMAZIONE E SICUREZZA, di seguito  per brevità ESEM-CPT.

 

L’Ente è lo strumento per il perseguimento, nelle province di Milano,  Lodi, Monza e Brianza, dei fini  istituzionali  previsti  dali’Atto Costitutivo  e dal presente  Statuto  e dai contratti  ed accordi collettivi  stipulati  tra  l’A.N.C.E. e le Federazioni  nazionali  dei  lavoratori  (Feneal-UIL, Filca- CISL  e Fillea-CGIL), nonché  tra  Assimpredil  Ance  e Feneal-UIL,   Filca-CISL e Fillea-CGIL delle  province   di  Milano,   Lodi,  Monza  e  Brianza,   nell’ambito  della   formazione e  della sicurezza.

 

ESEM-CPT negli stessi  ambiti della  formazione e  della  sicurezza, è altresì  strumento   di

 attuazione dei contratti  collettivi  di lavoro  per i dipendenti  delle  imprese  edili  ad affini e degli accordi  nazionali  e territoriali  sottoscritti  dalle Organizzazioni Sindacali  nazionali  e territoriali Feneal-Uil,  Filca-Cisl,  Fillea-Cgil e dalle  Associazioni  datoriali  nazionali  e territoriali maggiormente  rappresentative dell’artigianato e delle cooperative, fatto salvo quanto  disposto al successivo comma.

 

Qualora i contratti e gli accordi  nazionali  o territoriali  di cui al comma  che precede  riguardino istituti  non  previsti  dalla  regolamentazione nazionale  tra  ANCE  e  Federazione dei  lavoratori (Feneal  - Filca  - Fillea)   ovvero   non  previsti  dai  contratti   collettivi   ed  accordi   territoriali sottoscritti  da Assimpredil  Ance  e da Feneal-UIL,  Filca-CISL e Fillea-CGIL delle  province  di Milano, Lodi, Monza  e Brianza,  la loro attuazione  da parte di ESEM-CPT, avverrà  solo  previa intesa con quest’ultime Parti sociali territoriali.

 

L’Ente costituisce per l’edilizia  l’organismo  paritetico  di cui  all’art. 2, del  Decreto  legislativo  n.

81/2008 e s.m.i.  e svolge le funzioni di cui all’art. 51 del medesimo  decreto.

 

Le norme di costituzione e le norme statutarie di ESEM-CPT sono  stabilite  esclusivamente da Assimpredil  Ance  e da Feneal-UIL, Filca-CISL  e Fillea-CGIL delle  province  di Milano,  Lodi, Monza  e Brianza,  nel rispetto  delle  previsioni  dei contratti  collettivi  e degli  accordi  stipulati  a livello nazionale tra ANCE e Federazione  dei lavoratori (Feneal-UIL, Filca-CISL, Fillea-CGIL).

 

L’Ente  non ha scopo  di lucro  e   non  può distribuire  anche  in modo  indiretto,  utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale durante la sua vita.

 

ESEM-CPT  ha sede in Milano,  via Newton  n 3, e svolge  la propria  attività  nel territorio  delle province Milano, Lodi, Monza e Brianza.

 

La sua durata è indeterminata nel tempo.

 

Art. 2 Rappresentanza legale

 

La rappresentanza legale spetta al Presidente del Consiglio di Amministrazione.

 

 

Art. 3 Partecipazione al sistema paritetico per la formazione e la sicurezza in edilizia

 

ESEM-CPT  fa parte del Sistema  Bilaterale  delle Costruzioni  (S.B.C.),  secondo  quanto  previsto dai contratti ed accordi collettivi  stipulati tra l’A.N.C.E. e le Federazioni nazionali dei lavoratori Feneal-UIL, Filca-CISL  e Fillea-CGIL.

 

Nelle more  della  costituzione  dell’S.B.C. ad  opera  delle Organizzazioni nazionali  indicate  al comma che precede, l’Ente sarà coordinato  per la formazione  dal F0Rl\.1EDIL nazionale  e dalle sue articolazioni  regionali  e per  la sicurezza  e salute  dalla  CNCPT  e dai  suoi  coordinamenti regionali.

 

ESEM-CPT verrà inserito nell’apposito Albo degli Enti bilaterali di settore.

 

ESEM-CPT mantiene  tutti  i  requisiti,  già  in  capo  ad  ESEM,  necessari  per  l’accreditamento dell’ente presso la Regione Lombardia in materia di servizi formativi e di servizi per il lavoro.

 

ESEM-CPT  si impegna  ad attuare le disposizioni  previste dai Ccnl di settore  inerenti gli ambiti di competenza  deli ‘Ente stesso,  secondo  quanto  previsto  dall’Atto Costitutivo  e dal  presente Statuto,   e a dare seguito  nel proprio tenitorio agli indirizzi generali  e alle linee guide operativi emanati dagli Enti nazionali di riferimento,  sopra citati.

 

 

Art.  4 Scopi statutari

 

L’Ente, nell’area della formazione, ha  per fini  istituzionali  la promozione, l’organizzazione, l’attuazione, nel proprio ambito territoriale di: iniziative di orientamento e prima formazione per i nuovi entrati nel settore, iniziative di formazione continua, qualificazione, riqualificazione, specializzazione,   aggiornamento e  ricollocazione  per  gli  addetti  al  settore  delle  costruzioni, anche successivamente alla perdita involontaria  del loro posto di lavoro,  secondo le esigenze del mercato  del lavoro, dando impulso  alla formazione  professionale  come mezzo  essenziale  per lo sviluppo  della  professionalità   degli  addetti  al  settore  delle  costruzioni   al  fine  di  acquisire, migliorare,  perfezionare   ed  riqualificare   le  loro  capacità  professionali   ed  aumentare   il loro rendimento nella produzione.

 

Pertanto  l’Ente  progetta,  programma  e  gestisce  le  attività  di  formazione professionale   nelle province di Milano, Lodi e Monza Brianza, in relazione alla domanda di formazione  proveniente dal settore  delle costruzioni,  nel rispetto  dei parametri  per i costi  della  formazione  di volta  in volta stabiliti dai contratti  collettivi  ed accordi  nazionali tra Ance e le Federazioni  nazionali dei lavoratori  Feneal-UIL,   Filca-CISL e  Fillea-CGIL   e  stabiliti  dai  contratti  collettivi  e  accordi territoriali tra  Assimpredil  Ance  e Feneal-UIL,  Filca-CISL  e  Fillea-CGIL  delle  province  di Milano, Lodi, Monza e Brianza.

 

All’uopo l’Ente  sviluppa ogni attività di ricerca e di promozione  ed ogni iniziativa utile allo scopo.

 

L’Ente eroga i servizi per il lavoro.

All’Ente sono attribuite, altresì, le funzioni relative alla c.d. Borsa Lavoro dell’Edilizia,  quale strumento  di  facilitazione  dell’incontro   tra  domanda  e  offerta  di  lavoro  nel  settore  delle costruzioni, nell’ambito del sistema costituito a tal fine dai contratti ed accordi collettivi stipulati tra  l’A.N.C.E. e le Federazioni nazionali dei lavoratori Feneal-UIL, Filca-CISL e Fillea-CGIL.

 

L’Ente può fornire consulenze e servizi alle imprese in materia di formazione professionale degli addetti, nonché accogliere incarichi dalle imprese per l’organizzazione di attività formative specifiche.

 

L’Ente cura i rapporti con la Regione Lombardia, altri Enti pubblici ovvero Enti privati, le Organizzazioni degli  imprenditori  e dei lavoratori, le imprese  e le istituzioni  di formazione. L’ente è altresì accreditato presso la Regione Lombardia  per i   servizi formativi   e i servizi al lavoro e garantisce la sussistenza dei requisiti per mantenere tale accreditamento.

 

L’Ente potrà, previo preventivo accordo delle Parti sociali territoriali costituenti, inoltre, erogare percorsi formativi per ogni altra figura inserita nella filiera del settore (artigiani, liberi professionisti iscritti ad albi professionali, etc.), secondo le esigenze del mercato del lavoro dell’edilizia, anche con riferimento a tutti gli aspetti relativi all’infortunistica e all’igiene del lavoro, conformemente a quanto previsto dalla legislazione vigente e dal presente Statuto.

 

L’Ente, nell’area della sicurezza, ha per scopo di contribuire all’attuazione delle disposizioni inerenti alla prevenzione degli infortuni, alla salute ed igiene del lavoro ed in genere al miglioramento dell’ambiente  di lavoro, formulando proposte e suggerimenti e promuovendo o partecipando ad idonee iniziative. L’Ente  sviluppa servizi di supporto a imprese e lavoratori in materia di sorveglianza sanitaria.  Nei luoghi  di lavoro  rientranti  nei territori  di competenza, effettua  visite  tecniche  finalizzate  a  supportare  le  imprese  nell’individuazione di  soluzioni tecniche ed organizzative  dirette  a garantire e migliorare  la salute  e sicurezza  sul lavoro:  il numero delle visite in cantiere non potrà essere inferiore al parametro individuato nel Protocollo sugli Organismi bilaterali di cui al Ccnl 1°luglio 2014 e s.m.i.

 

L’Ente  svolge l’attività  di asseverazione per le imprese edili ai sensi dei Decreti Legislativi n.

231/2001 e n. 81/2008 e s.m.i.,  secondo  le procedure  stabilite  dal  Sistema  Bilaterale  delle

Costruzioni nazionale, con il rilascio del relativo attestato.

 

L’Ente organizza ed attua attività  di formazione  specifica ed integrata  per la sicurezza,   nel rispetto dei parametri per i costi di volta in volta stabiliti dagli accordi nazionali tra Ance e le Federazioni nazionali dei lavoratori Feneal-UIL, Filca-CISL e Fillea-CGIL e da quelli territoriali tra Assimpredil Ance e Feneal-UIL, Filca-CISL e Fillea-CGIL delle province di Milano, Lodi, Monza e Brianza.

 

Può svolgere, su richiesta delle imprese, attività di consulenza in materia di sicurezza e igiene del lavoro,  organizzando  anche  attività  formative  specifiche  su  richiesta  delle  imprese  stesse, secondo le indicazioni fomite dal Consiglio di Amministrazione dell’Ente  ed in conformità con gli orientamenti decisi dal Sistema Bilaterale delle Costruzioni a livello nazionale.

 

Svolge i compiti di conciliazione delle controversie di cui all’art. 51 del d.lgs. 9 aprile 2008 n.81, nonché ogni attività prevista dal d.lgs. n.81 del 2008 e s.m.i. e dagli Accordi Stato-Regioni di pertinenza, compatibili con le finalità dell’Ente.

 

Le attività dell’Ente nelle due  aree  operative, formazione e sicurezza, sono strettamente integrate tra di loro.

 

Per la loro realizzazione l’Ente potrà attivare in proprio o con la collaborazione di Enti pubblici o privati e  aziende,  attività  di  ricerca  e  sviluppo  e  successivo  trasferimento  tecnologico  nei confronti delle aziende e dei lavoratori del settore, ai fini della perseguimento e mantenimento di un elevato standard di competenze tecnologiche.

 

L’Ente  può sviluppare ogni attività di ricerca e formazione utile al raggiungimento  dei suoi scopi, anche attraverso progetti sperimentali, su indicazione delle Parti sociali territoriali costituenti, in materia di formazione e sicurezza.

 

Art. 5 Strumenti per l’attività dell’Ente

 

Per realizzare gli scopi ed i fini di cui al precedente articolo, l’Ente si avvale:

-  della propria struttura tecnica;

- eventualmente anche delle altre strutture paritetiche costituite ai sensi del vigente Ceni dell’edilizia, stipulato tra le parti sociali nazionali di cui all’art. 1, comma 1;

- previo accordo tra  le Parti  sociali  territoriali  costituenti, di  Enti    pubblici  o  Enti  privati competenti in materia.

 

ESEM-CPT  adotta il Codice Etico  degli Enti  bilaterali di  cui  al Protocollo  nazionale sugli

Organismi Bilaterali del 1°luglio 2014.

 

 

 

TITOLO II - ENTRATE, USCITE E PATRIMONIO

 

Art. 6 Entrate

 

Le entrate dell’Ente sono costituite da:

a)  contributi  stabiliti  dai  contratti  e  dagli  accordi  collettivi  stipulati  dalle  Organizzazioni nazionali di cui all’art. 1 e, nell’ambito di questi, dai contratti e dagli accordi collettivi territoriali stipulati tra le Organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori delle province di Milano, Lodi, Monza e Brianza, ad esse aderenti;

b) interessi attivi sui predetti contributi;

c) sanzioni per ritardato versamento dei contributi di cui alla lettera a);

d) somme riscosse per lasciti,  donazioni, elargizioni e in genere  per atti di  liberalità  o  per qualsiasi altro titolo ordinario e straordinario riguardante la gestione dell’Ente;

e) finanziamenti e sovvenzioni di Unione Europea, Ministeri, Pubbliche Amministrazioni, Enti

Pubblici, anche locali, Enti Privati nazionali ed internazionali; finanziamenti della Regione Lombardia connessi alle attività di ente accreditato nello svolgimento dei servizi formativi e dei servizi al lavoro;

f) frutti e proventi derivanti dalla gestione del patrimonio e da eventuali partecipazioni in società

ed enti;

g) entrate derivanti da  compensi per la gestione di servizi e per eventuali prestazioni rese a terzi, a termini dello Statuto.

 

I contributi di cui alla lettera a) del presente articolo dovranno assicurare la piena realizzazione degli scopi affidati  ad  entrambe  le aree di cui all’art.  4, e  saranno equamente  ripartiti, per garantire la promozione paritetica delle aree stesse, nel rispetto dei parametri stabiliti dal Protocollo sugli Organismi bilaterali di cui al Ceni l o luglio 2014 e s.m.i.

 

 

Art.7 Prelevamenti e spese

 

Qualsiasi atto concernente il prelievo, l’erogazione o il movimento di fondi dell’Ente deve essere effettuato con firma abbinata di Presidente e Vice Presidente.

Art. 8 Patrimonio sociale

 

Il patrimonio dell’Ente è costituito:

a) dai beni mobili ed immobili  che per acquisti, lasciti, donazioni  e per qualsiasi altro titolo vengano in proprietà dell’Ente;

b) dagli avanzi di gestione e dalle somme destinate a formare speciali riserve di accantonamenti; c) dalle somme che per qualsiasi titolo, previe le eventuali autorizzazioni di legge, sono destinate ad entrare nel patrimonio dell’Ente.

 

TITOLO III - ORGANI DELL’ENTE

 

Art.9  Elenco degli Organi

Sono organi dell’Ente:

il Presidente

il Vice Presidente

il Comitato di Presidenza

il Consiglio di Amministrazione

il Collegio dei Sindaci Revisori -Revisore unico

 

Gli organi dell’Ente sono vincolati ad applicare gli accordi nazionali di indirizzo per l’Ente stipulati tra A.N.C.E. e Federazioni nazionali dei lavoratori Feneal-UIL, Filca-CISL e Fillea- CGIL, ad applicare quelli territoriali conclusi tra Assimpredil Ance e Feneal-UIL, Filca-CISL e Fillea-CGIL delle province di Milano, Lodi, Monza e Brianza e a non assumere decisioni in contrasto con gli stessi.

 

 

Art. 10 Gratuità delle cariche

 

Tutte le cariche negli organi dell’Ente,  con eccezione del Collegio, dei Sindaci Revisori o del

Revisore unico, sono a titolo gratuito.

Eventuali diverse pattuizioni sono inopponibili all’Ente.

 

 

Art.11 Consiglio  di amministrazione

 

a) Composizione

L’Ente è retto da un Consiglio di amministrazione paritetico composto  di n. 12 membri nominati rispettivamente:

n. 6   (sei) da Assimpredil  Ance, la quale si riserva  peraltro  di stipulare  eventuali  specifici accordi con Organizzazioni territoriali  datoriali artigiane  maggiormente rappresentative delle province di competenza  del ESEM-CPT, aderenti alle rispettive  Organizzazioni nazionali maggiormente   rappresentative,  al  fine  di  delegare  a  dette   Organizzazioni  territoriali   la nomina di n. 1 (un) membro, di quelli di competenza di Assimpredil  Ance;

 

n. 6  (sei) congiuntamente da Feneal-UIL, Filca-CISL e  Fillea-CGIL delle provmce di

Milano, Lodi, Monza e Brianza, di cui all’art. 1 comma 1.

 

b) Durata dell’incarico

Il Consiglio di amministrazione dura in carica tre anni.

I membri del Consiglio di amministrazione possono essere riconfermati.

E’ data facoltà alle Organizzazioni designanti di sostituire  i membri,  per qualunque  causa, anche prima dello scadere del triennio.

In  ogni  caso decadono dalla  carica i  membri  del  Consiglio  di  amministrazione che,  senza giustificato motivo, per tre volte consecutive  non partecipino alle sedute.

I membri del Consiglio nominati in sostituzione  di quelli eventualmente cessanti, per qualunque causa, prima della scadenza  del Consiglio  restano in carica fino a quando  vi sarebbero  rimasti i membri che hanno sostituito.

 

c) Attribuzioni del Consiglio di amministrazione

Il  Consiglio   prowede  all’amministrazione e  alla  gestione  dell’Ente   compiendo   tutti  gli  atti necessari al raggiungimento degli scopi statutari.

Spettano, in particolare, al Consiglio di amministrazione i seguenti compiti:

l) amministrare il contributo  contrattuale  delle province di competenza, ed ogni altra entrata e il patrimonio dell’Ente,  e, in particolare,  deliberare sull’impiego dei mezzi finanziari  e delle entrate e sui singoli capitoli di spesa;

2) approvare il piano previsionale  delle entrate e delle uscite e  il bilancio  consuntivo  dell’Ente, su proposta del Comitato di Presidenza;

2 bis) sottoporre il bilancio consuntivo al vaglio di una Società di certificazione;

3) approvare  preventivamente tutti i contratti  che obblighino  l’Ente per valori omnicomprensivi superiori a euro 150.000  (centocinquantamila), ivi compresi, a titolo esemplificativo, oneri finanziari, legali, clausole penali in ipotesi di inadempimento o recesso, polizze assicurative,  etc.;

4) curare   e  promuovere   l’impiego   dei   mezzi   finanziari   e  delle   entrate   dell’Ente   per   il raggiungimento  degli scopi di cui agli articoli del presente Statuto;

5) approvare, su proposta del Comitato  di Presidenza, il piano generale  dell’attività  dell’Ente,  nel

quale  sono  inseriti  i programmi  da  svolgere  delle  attività  formative  e  per  la  sicurezza,  con i relativi  costi.  Tale piano  sarà  predisposto,  tenendo  conto  degli  orientamenti del  mercato  del lavoro  e  dei fabbisogni  di  formazione rilevati  territorialmente, sulla  base  delle  disponibilità finanziarie dell’esercizio;  esso sarà portato a conoscenza delle Parti sociali  territoriali  costituenti prima della sua approvazione.  Una volta approvato  dal Consiglio  di Amministrazione il piano sarà trasmesso all’S.B.C., se costituito, ovvero, nelle more, agli Organismi  nazionali di coordinamento FORMEDIL  e CNCPT;

6) nominare  eventualmente,   fra  i membri  del  Consiglio  di  Amministrazione, un  delegato  di

espressione datoriale  e un delegato  di espressione  sindacale,  per ciascuna  delle due aree di cui all’art.  4 del presente Statuto;

7) assegnare alle due aree di competenza  dell’Ente i budget annuali fino a concorrenza  dei quali

i Consiglieri  delegati,  ave  nominati,  sono  tenuti  a sviluppare  le attività  proprie  delle  aree  di rispettiva competenza,  come definite nel piano generale, ai sensi del successivo  art. 16;

8) richiedere ai  Consiglieri  delegati  di cui  al punto  6), ave  nominati,  una  relazione  periodica sull’attività svolta, al fine di verificarne  la congruità rispetto ai compiti affidati;

9) curare  ogni  altro  adempimento posto  a carico  dell’Ente  dai  contratti  ed  accordi  collettivi nazionali e territoriali di cui sia tenuto all’applicazione, secondo quanto indicato all’art. 1;

10) accordare  pegni, comodati  od ipoteche,  mutuare titoli e consentire  iscrizioni,  postergazioni, cancellazioni  d’ogni  sorta  nei pubblici  registri  ipotecari  censuari  in quelli del Debito  Pubblico, con facoltà di esonerare i conservatori delle ipoteche da ogni responsabilità anche per la rinuncia ad ipoteche legali, transigere  o compromettere in arbitri o amichevoli  composizioni, muovere o sostenere  liti,  recederne   e  rinunciare   agli  atti;  appellare  ed  accettare   giuramenti,   nominare procuratori speciali ed eleggere  domicilio, acquistare, vendere e costruire immobili;

11)  promuovere   i provvedimenti    amministrativi   e  giudiziari   ritenuti   idonei   per   il buon

funzionamento  dell’Ente;

12)  deliberare,  su  proposta   del  Comitato   di  Presidenza,   l’organigramma  e  l’organico   del personale;

13) assumere e licenziare il personale dell’Ente, su proposta del Comitato  di Presidenza;

14) incaricare tecnici e consulenti, su proposta del Comitato di Presidenza;

15) compiere, infine, tutti gli altri atti e assumere le iniziative  che valgano  a raggiungere  i fini istituzionali;

16) nominare il Direttore, su proposta del Comitato di Presidenza.

 

d) Convocazioni

Il Consiglio  di ammmistrazione  si riunisce  ordinariamente una  volta  a  bimestre e straordinariamente  ogni qualvolta  sia richiesto  dal Presidente  e dal Vicepresidente o da almeno tre  membri  del  Consiglio   di  Amministrazione o  dal  Collegio  dei  Sindaci  Revisori/Revisore Unico.

La convocazione  del Consiglio  di amministrazione è fatta mediante avviso scritto, anche tramite

Posta Elettronica Certificata, da recapitarsi almeno cinque giorni prima di quello fissato  per la riunione, specificando luogo, giorno ed ora della riunione e gli argomenti all’ordine del giorno.

In caso di particolare urgenza, il termine per la convocazione potrà essere ridotto a due giorni.

Alle riunioni del Consiglio  di amministrazione partecipa di norma  il Direttore, con funzioni  di

Segretario e senza diritto di voto.

 

e) Deliberazioni

Per la validità delle adunanze del Consiglio  di amministrazione e delle deliberazioni  relative è

necessaria la presenza di 9 dei suoi componenti. Ciascun membro ha diritto a un voto.

Le deliberazioni sono prese con almeno 8 voti favorevoli.

Delle adunanze viene redatto verbale ad opera del Direttore,  in veste di Segretario. Il verbale è

approvato dal Consiglio di amministrazione e sottoscritto dal Presidente  e dal  Vicepresidente.

 

 

Art.12 Presidente, Vicepresidente e Comitato di Presidenza

 

Uno dei membri del Consiglio di Amministrazione nominati da Assimpredil  Ance assume, su designazione della  stessa  Organizzazione,  la  carica  di  Presidente ed  uno  dei  rappresentanti nominati  da Feneal-UIL,  Filca-CISL e Fillea-CGIL  delle  province  di Milano,  Lodi,  Monza  e Brianza  assume,  su  designazione  congiunta  delle  stesse  Organizzazioni, la  carica  di Vicepresidente.

Spetta al Presidente:

a)   rappresentare l’Ente di fronte a terzi e stare in giudizio;

b)   sovraintendere  all’applicazione del presente Statuto, promuovere  la convocazione ordinaria e straordinaria  del Consiglio  di amministrazione e presiederne  le adunanze.

Il Presidente ha la firma sociale, nei limiti dei poteri attribuitigli  in sede di delibere adottate  dal

Consiglio di amministrazione.

Spetta al Vicepresidente di coadiuvare il Presidente  nell’esercizio delle sue funzioni.

Il Presidente   ed  il Vicepresidente  possono   delegare   per  iscritto   le  funzioni,   in  parte   o integralmente,   in  caso   di  impedimento  temporaneo,   ad   altro   membro   del   Consiglio   di

amministrazione fra  quelli  designati,  rispettivamente,  da  Assimpredil   Ance  e  dalle Organizzazioni  dei lavoratori  costituenti Feneal-Ull.., Filca-CISL  e Fillea-CGIL delle province di Milano, Lodi, Monza e Brianza.

 

Il Presidente ed il Vicepresidente costituiscono il Comitato di presidenza.

Il Presidente,   come  specificato  all’art.   2  del  presente  Statuto,   ha  la  rappresentanza  legale dell’Ente.

 

Il Comitato di presidenza  è delegato dal Consiglio di amministrazione a:

a)   curare   l’attuazione   delle   deliberazioni    del   Consiglio   di   amministrazione,   seguendone l’esecuzione;

b)  proporre al Consiglio di amministrazione il piano generale delle attività dell’Ente;

c)  intrattenere rapporti con terzi a nome dell’Ente;

d)  proporre al Consiglio di amministrazione la nomina del Direttore;

e)   proporre al Consiglio di amministrazione la nomina di tecnici e  eventuali  consulenti;

f)   predisporre il piano previsionale  delle entrate e delle uscite, nonché il bilancio consuntivo,  da

presentare al Consiglio  di amministrazione per l’approvazione;

g)   sovraintendere  al lavoro dei Consiglieri  delegati di cui al successivo  art. 16, ove nominati.

h)   sottoporre  al  Consiglio   di  Amministrazione l’organigramma  e  l’organico  del  personale, nonché eventuali modifiche degli stessi, su proposta del Direttore;

i)   proporre al Consiglio di Amministrazione, sentito il Direttore, assunzioni e licenziamenti.

j)   gestire  sulla  base  delle  delibere  del  Consiglio   di  amministrazione  le  risorse  finanziarie dell’Ente con firma congiunta.

Per  la  durata  del  Comitato  di  presidenza  valgono  le disposizioni   previste  dall’art. 11 per  il

Consiglio di amministrazione.

 

Art.13 Revisore unico - Collegio dei sindaci revisori

 

L’Ente si avvale di un  Revisore unico ovvero di un Collegio dei sindaci revisori.

 

Composizione

Il Revisore  unico è designato  da Assimpredil  Ance e dalle Organizzazioni sindacali territoriali dei lavoratori Feneal-UIL,  Filca-CISL  e Fillea-CGIL  delle province  di Milano,  Lodi, Monza e Brianza, in accordo  tra loro, e deve essere iscritto  nel ruolo dei Revisori  Ufficiali  dei Conti o nell’Albo dei revisori contabili.

In mancanza dell’accordo, la designazione  è fatta dal Presidente  del Tribunale  competente  per

ubicazione deli’Ente, ad istanza di una delle parti.

Il Collegio dei sindaci revisori è composto da tre membri effettivi designati rispettivamente: uno da Assimpredil  Ance, uno dalle Organizzazioni  sindacali territoriali  dei lavoratori  Feneal-UIL, Filca-CISL e Fillea-CGIL  delle province di Milano, Lodi, Monza e Brianza in accordo  tra loro, ed il terzo, che presiede  il Collegio,  di comune  accordo  tra tutte  le Organizzazioni territoriali costituenti di cui all’articolo 1 comma 1.

In mancanza dell’accordo sul Presidente del Collegio, la sua designazione è fatta dal Presidente del Tribunale competente per ubicazione dell‘Ente,  ad istanza di una delle parti.

I membri del Collegio sindacale così designati devono essere scelti tra gli iscritti  nell’Albo dei ragionieri collegiati o nell’Albo dei revisori contabili oppure nell’Albo dei dottori commercialisti. Il  Presidente  del  collegio  deve  essere  iscritto  nel  ruolo  dei  Revisori   Ufficiali  dei  Conti  o nell’Albo dei revisori contabili.

Il  Collegio  dei  sindaci  revisori  si  riunisce  ordinariamente  una   volta   al  semestre ed  ogni

qualvolta il Presidente del Collegio dei sindaci revisori lo ritenga opportuno  ovvero quando uno dei Sindaci ne faccia richiesta.

La convocazione è fatta senza alcuna formalità di procedura.

 

a)   Compensi

Al Revisore  unico o ai Sindaci  effettivi  è corrisposto  un compenso  annuo,  il cui ammontare viene fissato di anno in anno dal Consiglio di amministrazione  in sede di approvazione del piano previsionale delle entrate e delle uscite.

 

b)  Durata

Il Revisore unico o i Sindaci durano in carica un triennio e possono essere riconfermati.

 

c)   Attribuzioni

Il Revisore unico o i Sindaci revisori esercitano le attribuzioni  e hanno i doveri di cui agli artt.

2403, 2404 e 2407, 2409 bis del Codice Civile, in quanto applicabili.

Essi devono riferire subito  al Consiglio  di amministrazione  le eventuali  irregolarità  riscontrate durante l’esercizio delle loro mansioni.

Il Revisore unico o il Collegio  dei  sindaci  revisori  esamina  i bilanci  consuntivi  dell’Ente  per

controllarne la rispondenza con i registri contabili.

Il Revisore unico o i Sindaci revisori partecipano alle riunioni del Consiglio  di amministrazione senza voto deliberativo.

 

 

TITOLO IV- PERSONALE E BILANCI

Art.14 Direttore

Il Direttore  è  nominato dal  Consiglio   di  Amministrazione,   su  proposta   del  Comitato  di

Presidenza, all’infuori  del Consiglio  di  amministrazione  stesso,  esclusivamente sulla  base  di titoli, esperienze professionali e competenze  idonei.

 

Il Direttore, sotto la vigilanza del Presidente e del Vicepresidente, è responsabile del funzionamento dell’Ente, svolgendo, inoltre, i compiti che gli vengono affidati dal Comitato di presidenza in attuazione delle delibere del Consiglio di amministrazione.

Il Direttore è il capo del personale ed è responsabile degli uffici dell’Ente, da lui diretto ed

organizzato sulla base delle direttive ricevute. In particolare:

a)  predispone  l’organigramma   e  l’organico   del  personale,  da  sottoporre  al  Comitato  di

Presidenza, per la successiva delibera ad opera del Consiglio di amministrazione

b)  organizza e dirige il personale dell’Ente,  sovraintende e vigila sul funzionamento di tutti i servizi, sia tecnici che amministrativi, adotta i provvedimenti disciplinari conservativi relativi

al personale, riferendone al Comitato di Presidenza e al Consiglio di amministrazione.

c)  coadiuva il Comitato  di presidenza  nella predisposizione del  piano generale  dell’attività

dell’Ente;

d) cura l’attuazione del piano generale dell’attività dell’Ente approvato dal Consiglio di amministrazione;

e)  sulla  base  degli  indirizzi  del  Comitato  di  presidenza, cura  i  rapporti  con  il  territorio, favorendo la realizzazione delle iniziative previste dal piano generale delle attività;

f)   partecipa senza diritto di voto alle riunioni del Consiglio di Amministrazione, fungendone da Segretario con il compito di redigerne i verbali; se richiesto, assiste alle riunioni del Comitato di Presidenza.

 

Le eventuali ulteriori attribuzioni e il trattamento economico del Direttore  sono stabiliti dal

Consiglio di amministrazione, su proposta del Comitato di Presidenza.

 

 

Art. 15 Personale dell’Ente e criteri  di assunzione

 

L’assunzione del personale dell’Ente è decisa dal Consiglio di amministrazione, su proposta del Comitato di presidenza, sentito il Direttore, sulla base di una selezione collegata esclusivamente a criteri di professionalità.

Al personale  dell’Ente  deve  essere  assicurato  un  trattamento  conforme  al  Ccnl  vigente

dell’edilizia o al Ccnl per la formazione professionale ed alle normative di legge.

Il trattamento economico e normativa del personale dell’Ente è stabilito dal Comitato di presidenza, su proposta del Direttore, nell’ambito delle direttive deliberate dal Consiglio di amministrazione.

In ogni caso le retribuzioni del personale non potranno superare gli importi previsti per la categoria dei quadri, come disciplinati dal Ccnl del settore edile o dal Ccnl per la formazione professionale ove richiesto.

Quanto al Direttore, l’inquadramento prescelto potrà essere fino a quello di dirigente, con la

relativa retribuzione.

 

 

Art. 16  Consiglieri delegati per le attività di formazione e sicurezza

 

Per il perseguimento dei propri fini,  ESEM-CPT può avvalersi di quattro Consiglieri delegati, e precisamente un delegato di espressione datoriale e un delegato di espressione sindacale, per ciascuna delle due aree di cui all’art.  4 del presente Statuto.

I Consiglieri delegati per le attività di formazione e sicurezza sono nominati tra i membri del

Consiglio di amministrazione dell’Ente.

 

I Consiglieri delegati propongono al Consiglio di amministrazione azioni idonee al perseguimento degli scopi propri delle rispettive aree di competenza, al fine di contribuire alla elaborazione del piano generale delle attività dell’Ente da parte del Consiglio di amministrazione stesso.

I Consiglieri delegati sviluppano  le  iniziative  approvate  nel  piano  generale  delle  attività,

nell’ambito del  budget  assegnato  a  ciascuna  area  e  fissato  annualmente  dal  Consiglio  di amministrazione, in sede di approvazione del piano previsionale delle entrate e delle uscite. Secondo  la  periodicità  richiesta  dal  Consiglio  di  Amministrazione  i  Consiglieri  delegati presentano al Consiglio di Amministrazione stesso  una relazione sull’attività svolta, al fine di verificarne la congruità con gli scopi e con i costi stimati.

 

Art.17 Obbligo di riservatezza

 

I membri del Consiglio di amministrazione e i Consiglieri delegati per le attività di formazione e sicurezza e ogni altra persona che partecipi alle riunioni degli Organi dell1Ente, nonché i tecnici ed il personale dell’Ente  medesimo, sono tenuti a rispettare l’obbligo  di riservatezza circa le informazioni apprese nello svolgimento di incarichi e mansioni e a non divulgarle a terzi, se non per gli adempimenti di legge.

 

 

Art. 18 Amministrazione

 

L’amministrazione del patrimonio sociale e la gestione di tutti i fondi di pertinenza dell’Ente spettano al Consiglio di amministrazione.

I singoli  atti  amministrativi  dell’Ente  concernenti  l1erogazione   delle  spese,  l’incasso  dei

contributi, il loro  movimento  e  le  relative  operazioni  di  banca  devono  essere  sottoscritti congiuntamente dal Presidente e dal Vicepresidente, nel rispetto delle delibere del Consiglio di amministrazione.

Gli avanzi annuali di gestione vanno impiegati esclusivamente per costituire riserve ordinarie e straordinarie, secondo modalità da determinarsi dal Consiglio di amministrazione.

In relazione alla finalità dell’Ente, non a scopo di lucro, viene fatto in particolare:

a)  divieto di distribuire, anche   in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale, durante la vita dell’Ente;

b)  obbligo di devolvere il patrimonio dell’Ente, che è di norma indivisibile per tutta la durata dell’Ente, solo in caso di suo scioglimento, per qualunque causa, ad altra organizzazione, creata/e in favore della categoria edile con finalità analoghe  o a fini di pubblica utilità, indicata concordemente dalle Parti sociali territoriali costituenti, sentito l’organo di controllo di cui all’art. 3, comma 190, della Legge 23 dicembre 1996 n. 662.

 

 

 

Art.19 Esercizio finanziario e bilanci

 

L’esercizio  finanziario  dell’Ente   ha  decorrenza  dal  1°   ottobre  al  30  settembre  dell’anno successivo.

Alla fine di ogni esercizio il Consiglio di amministrazione  provvede alla  compilazione del bilancio consuntivo, che deve  riportare in forma  chiara e  precisa i  risultati  del  rendiconto economico e della situazione patrimoniale, da approvarsi entro il31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è chiuso l’esercizio.

Entro lo stesso termine deve essere compilato ed approvato il piano previsionale delle entrate e delle uscite per l’esercizio successivo.

 

Nella stesura del piano previsionale delle entrate e delle uscite e del bilancio consuntivo deve essere seguito lo schema unico la cui determinazione è di competenza delle organizzazioni nazionali di cui all’art. 1 comma 1, e devono essere evidenti, nei piani dei conti, le attività svolte per ciascuna delle due  aree istituzionali  (formazione  e sicurezza).  Il piano  previsionale e il bilancio  consuntivo  devono  essere  trasmessi  alle Parti  sociali  territoriali  costituenti  di  cui all’art. 1 comma 1  entro il termine di trenta giorni dalla loro approvazione. Il bilancio dovrà essere redatto secondo le normative vigenti e applicando i corretti principi contabili adeguati alle esigenze dell’Ente e comunque evidenziando con contabilità a gestione separata, le attività formative ed in ambito di prevenzione e di sicurezza.

Il bilancio,  in  ogni  caso,  dovrà  essere  corredato  di  una  scheda  tipo  di  riclassificazione, predisposta dal Sistema bilaterale delle costruzioni nazionale, con l’obiettivo di favorire la lettura dei dati contenuti nei singoli bilanci per lo svolgimento delle attività di verifica e monitoraggio nazionali.

Entro trenta giorni dalla sua approvazione, il bilancio consuntivo - situazione patrimoniale e rendiconto economico - corredato dalle relazioni del Revisore unico o del Collegio dei Sindaci revisori (se nominato), del Presidente e della Società di certificazione, deve essere inviato al Sistema bilaterale delle costruzioni nazionale.

Nel periodo intercorrente tra l’inizio dell’esercizio finanziario e la data di approvazione del piano previsionale delle entrate e delle uscite relativo all’esercizio in corso, si provvede alla gestione economico finanziaria dell’Ente, in via provvisoria,  sulla base del piano previsionale approvato per l’esercizio precedente.

 

 

Art. 20 Libri e scritture contabili

 

Costituiscono libri e scritture contabili:

 

a) libro delle adunanze e delle deliberazioni del Consiglio di Amministrazione;

b) libro delle adunanze e delle deliberazioni del Collegio dei sindaci revisori.

 

Dovranno inoltre tenersi tutte le altre scritture amministrative e contabili che siano necessarie in relazione all’attività  dell’Ente,  comprese quelle relative alla rendicontazione  dei finanziamenti pubblici  regionali connessi all’accreditamento dell’ente per i servizi formativi ed i servizi al lavoro.

Le scritture di cui al presente articolo devono essere conservate per dieci anni dalla data dell’ultima registrazione.

 

 

TITOLO V- DISPOSIZIONI VARIE

 

Art. 21 Liquidazione

La messa in liquidazione dell’Ente è disposta con accordo tra Assimpredil Ance e Feneal-Ull.., Filca-CISL e Fillea-CGIL delle province di Milano, Lodi, Monza e Brianza, sentito il parere delle rispettive Organizzazioni nazionali cui esse aderiscono.

Nell’ipotesi di messa   in   liquidazione,   le  Organizzazioni   di   cui   al   comma   precedente provvederanno d’intesa alla nomina di uno o più liquidatori.

Trascorsi 30 giorni dalla messa in liquidazione, provvederà  in difetto il Presidente del Tribunale

competente per la circoscrizione territoriale in cui ha sede l’Ente, ad istanza di una delle parti.

 

Le Organizzazioni di cui al precedente comma 1 determinano, all’atto della messa in liquidazione dell’Ente, i compiti del o dei liquidatori e successivamente ne ratificano l’operato.

Il patrimonio netto risultante dai conti di chiusura della liquidazione dovrà essere devoluto ad altra organizzazione creata in  favore  della categoria edile con  finalità  analoghe  o  a fini  di pubblica utilità, indicata concordemente dalle odierne parti sociali territoriali costituenti, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996 n. 662.

 

Art. 22 Modifiche dello Statuto

 

Le modifiche dello Statuto sono approvate da Assimpredil Ance e da Feneal-UIL, Filca-CISL e Fillea-CGIL delle province di Milano, Lodi, Monza e Brianza, quali Parti  costituenti di cui all’art. 1 comma 1, su indicazione del Consiglio di amministrazione dell’Ente, sentito il parere tecnico delle rispettive Organizzazioni nazionali cui esse aderiscono/ degli Organismi nazionali.

 

 

Art. 23 Controversie

 

Qualsiasi controversia inerente l’interpretazione e l’applicazione del presente Statuto è deferita all’esame delle Organizzazioni territoriali di cui all’art. 1 comma 1.

In caso di mancato accordo fra le stesse, la controversia è rimessa alle rispettive Organizzazioni nazionali cui esse aderiscono, che decidono in via definitiva.

 

 

Art. 24 Norma di rinvio

 

Per quanto non previsto dal presente Statuto valgono, in quanto applicabili, le norme di legge in

vigore.

 

 



 
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